Tapinambour: una rubrica di Ezio Dadone

Una rubrica di svago realizzata e curata da Ezio Dadone.

IL GORILLA
Sulla piazza d'una città la gente guardava con ammirazione
un gorilla portato là dagli zingari d'un baraccone
con poco senso del pudore le comari di quel rione
contemplavano l'animale non dico come non dico dove.

F. De Andrè

Intendo dare il via a questa sezione citando il testo di cui sopra perché, banalmente, ben rappresenta la situazione. Ovvero cosa dovrebbe mai centrare una rubrica, non dico culturale, ma di sensibilità umanistica con questo mondo che s'intende di leggi di Ohm e cavi di rame che vanno ad insinuarsi dietro le malte delle nostre pareti? La risposta l'ha fischiettata De Andrè, ovvero l'intento, forse un po' presuntuoso ma certo non transitorio, è riuscire a creare un qualche senso di stupore proprio verso l'incongruo, l'inatteso, il non pertinente.

Tapinambour - Un libro di Ezio Dadone

E poi c'è la parola "zingari" che mi è congegnale, anzi mi è strumentale ad un'alta presentazione, oltre a quella della rubrica quella di me medesimo. La parola in oggetto è una delle chiavi di volta della mia ultima pubblicazione Tapinambour, edita per i tipi di Altromondo editore, e suggestione giustificante la scelta di Luca di affidarmi questo spazio. A credergli, visto che penso che a determinare la scelta sia stata la comune frequentazione dei corridoi del Politecnico di Torino piuttosto che altro. Che altro dire, è un gioco e un esperimento, speriamo che duri, che piaccia, e magari pure che serva a qualcosa.

Biografia
Ezio Dadone nasce a Cuneo il 7 aprile 1978, e risiede a Torino con la sua compagna Manuela.
Ingegnere Aerospaziale, laureato presso il Politecnico di Torino, è impiegato in una ditta di propulsione aerospaziale.
Nel 1999 pubblica il romanzo breve "Dio oda Zene" e tre anni più tardi replica con "L'ultimo fiore". E' in itinere la pubblicazione di un terzo ("Il fascino del comprendonio"- ed. Serarcangeli - Roma). Vince il concorso nazionale "Cesare Pavese-Mario Gori" (CN), "Il Giardino delle parole" (CN), conquista il terzo posto al "Mario Pannunzio" (TO), e nuovamente il terzo al "Valerio Gentile" (BR). Nel 2002 viene eletto, per un biennio, presidente dell'associazione per il volontariato culturale "Ezechiele Lupo" di Carrù (CN). E' conosciuto anche come fine intagliatore di legno e scultore di pietre di fiume. Oltre che per l'amore per la buona tavola, per il vino rosso e per le chiacchiere che si scambiano con gli amici specie in presenza delle prime due.

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